La violenza sulle donne è una grave violazione dei diritti umani, ma  è purtroppo un fenomeno ancora molto diffuso e trasversale che può manifestarsi a qualsiasi età e a prescindere dall’etnia, dal credo religioso, dallo stato sociale o dal grado di istruzione. É doveroso e importante sottolineare che nessun comportamento della donna può giustificare alcun tipo di sopruso subito. Spesso una donna si sente colpevole della violenza che patisce e/o pensa di poterla gestire perché avviene per mano dell’uomo con cui vive fra le mura domestiche. Ma il più delle volte gli episodi sono premeditati e le tipologie di violenze (fisiche, sessuali, psicologiche, economiche), portate avanti dal partner – ex o attuale- o da un familiare, hanno lo scopo di umiliare profondamente la donna, rendendola insicura ed assoggettandola.  Capita inoltre, spesso, che la donna resti nel contesto di violenza per anni, senza reagire, per timore di generare altre reazioni violente o per la preoccupazione di perdere i figli, di non essere autonoma economicamente, di non saper dove andare o sentendosi responsabile. Ma dalla violenza si può e si deve uscire e le reti antiviolenza offrono un supporto attivo e un aiuto concreto – e gratuito – in ogni fase del percorso. 
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L’emergenza Covid19 ha determinato isolamento sociale e convivenza forzata nelle case. Queste sono due condizioni che rendono ancora più grave e pericolosa la violenza domestica.
Non bisogna rassegnarsi a subire violenza pensando che non c’è via d’uscita, perchè non è così: la rete dell’antiviolenza non si ferma ed è sempre possibile ricevere sostegno e aiuto per uscire da una situazione di sofferenza.
Si può ottenere ascolto, essere orientati con consulenze psicologiche e legali, chiedere di essere collocati, anche con i figli, in una casa rifugio o struttura protetta.

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• In passato ci sono già stati episodi di violenza ( anche verso altre donne);
• La violenza sta aumentando di intensità o gli episodi sono più frequenti;
• Ricevi minacce di morte o minaccia di suicidarsi;
• L’uomo violento possiede armi o ti ha minacciata con un’arma;
• Ti ha messo le mani attorno alla gola;
• Le violenze avvengono in presenza dei figli;
• Ha minacciato di picchiare anche i figli o lo ha già fatto;

• Ha distrutto documenti o cose per te importanti, ti controlla o ti ha distrutto il telefonino;
• Gli hai già detto che ti vuoi separare e lui non accetta la separazione;
• Ti controlla continuamente, ti segue, o ti impedisce di uscire ed incontrare persone;
• Ti ha isolata da tutti gli altri, anche dai tuoi familiari;
• Ti sottrae il denaro e non te lo restituisce;
• Ti ha agito violenza anche durante la gravidanza. 

Questi sono i principali fattori di rischio che indicano che gli episodi di violenza si ripeteranno e potrebbero essere sempre più gravi, fino al femminicidio.

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La violenza psicologica è un insieme di atti, parole o sevizie morali, minacce e intimidazioni utilizzati come strumento di costrizione e di oppressione per obbligare gli altri ad agire contro la propria volontà. Si subisce violenza psicologica se – ad esempio – per timore si rinuncia alle proprie esigenze e ai propri desideri, per assecondare quelli di altri persone, finendo anche con l’isolarsi.
La violenza psicologica è sottile e subdola, viene spesso negata o non riconosciuta dalle donne che la subiscono, procurando però, allo stesso tempo, una perdita di autostima e una grande sofferenza.
In questi casi è importante non isolarsi, ma parlare ed ascoltare altre storie, per rendersi conto di quello che sta accadendo. É opportuno consultarsi con operatrici esperte e richiedere un sostegno.
Presso i centri antiviolenza, sono presenti psicologhe e professioniste esperte in grado di supportare ogni donna gratuitamente.

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Le donne che subiscono violenza domestica e/o extra-domestica possono rivolgersi alle forze dell’ordine e sporgere denuncia contro il maltrattante. Purtroppo, non sempre è facile denunciare perché ogni donna vive una situazione diversa e perché spesso il colpevole è una persona a cui si è legati – o lo si è stati – da vincoli affettivi o da rapporti parentali.
Denunciare una violenza subita, a volte per molti anni, richiede tantissimo coraggio, è una scelta difficile perché la donna si sente sola, sfiduciata e priva di risorse.
Tuttavia, denunciare è l’unico modo per porre fine alla violenza ed iniziare il percorso di uscita dalla violenza.
Chi ha subito o subisce violenze può rivolgersi agli uffici delle forze dell’ordine che fanno parte della rete territoriale antiviolenza.
La denuncia è un atto importante che può salvare la vita ed è grazie ad essa che si può attivare un piano di protezione.
Si può sporgere denuncia anche nel caso di un singolo episodio di violenza quale lesione personale, ingiuria, minacce e molestie.

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Assolutamente no, ma è importante l’intervento della rete antiviolenza perché i maltrattamenti subiti dalla madre producono conseguenze anche sui figli, costretti ad assistere a simili episodi o a viverli in prima persona. I minori in relazione all’età possono avere problemi di salute, quali disturbi del sonno, scarso rendimento scolastico, difficoltà nelle relazioni sociali; possono cercare di fuggire o anche mostrare tendenze suicide. Per tali motivi è fondamentale il sostegno di psicologhe e professioniste esperte, in grado di supportare anche il percorso del minore. 

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Se pensi di essere in pericolo o se non vuoi più subire violenza chiedi aiuto.
Se hai amici o parenti fidati chiedi di essere ospitata per il tempo che occorre a pianificare il tuo futuro. Stai attenta a non fare capire all’uomo violento che te ne vuoi andare. Evita di preparare i bagagli (o fai molta attenzione) e prendi solo soldi e documenti. Se hai figli non dire nemmeno a loro le tue intenzioni o la destinazione, finché non siete fuori casa. Cancella tutti i messaggi che possono svelare chi ti sta aiutando o a chi stai confidando quello che subisci.

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Ci sono vari modi per aiutare una donna che subisce violenza. Se ti chiede aiuto, rivolgiti alla rete antiviolenza ma ricorda che un uomo violento esercita un controllo ossessivo (potrebbe controllare le telefonate e leggere i messaggi).  Qualunque comportamento insolito lo metterà in allarme aumentandone la violenza. Forniscile i riferimenti per chiedere aiuto e offrile un riparo immediato ospitandola.
Se non ti chiede aiuto esplicitamente ma tu sai che sta subendo violenza parla con lei, dimostrando la tua disponibilità.
Se senti urla e rumori di oggetti rotti è fondamentale che tu avverta le Forze dell’ordine e nel frattempo cerca di attrarre l’attenzione di altre persone per cercare di intervenire in gruppo.

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